[Restructuration sans fin / Fiat, Italie] « Nous ne sommes qu’au début des réformes structurelles, il faut les améliorer de jour en jour »

« Nous ne sommes qu’au début des réformes structurelles, il faut les améliorer de jour en jour » a averti le Premier ministre. « Faire des réformes, accepter les réformes. Pour saisir de nouvelles opportunités pour les travailleurs – a déclaré le président du Conseil – sans, cependant, rester attachés à une chaîne qui les cloue dans le passé. S’accrocher à un passé qui ne reviendra pas, s’accrocher à des formes de protection des intérêts des travailleurs, au fil du temps, peut avoir l’effet inverse. »


Monti accende il motore a Melfi « Ora punto… e a capo »

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SAN NICOLA DI MELFI – Alle 13.30 in punto il presidente del Consiglio Mario Monti, attorniato dall’ad di Fiat, Sergio Marchionne, e dal presidente del Lingotto John Elkann, in mezzo a una folla di operai in tuta bianca, ha pigiato il bottone per dar via simbolicamente ai lavori per il nuovo investimento alla Sata di Melfi. Un investimento complessivo di un miliardo di euro per adeguare tecnologicamente impianti e piattaforme modulari grazie ai quali, entro il 2014, saranno prodotti due nuovi modelli di autovetture: un mini suv del marchio Jeep e la Fiat 500 X, evoluzione della famiglia delle « 500 ». È stato un giorno speciale quello di ieri a San Nicola di Melfi. Il presidente del Consiglio Monti si cuce la bocca dinanzi alle insistenze dei giornalisti circa lo scioglimento, o meno, della riserva a scendere direttamente nell’agone politica. Ma la sua presenza alla Fiat Sata, le parole da egli stesso pronunciate e i riconoscimenti e gli incoraggiamenti a portare avanti la sua « agenda », parlano più di qualunque annuncio ufficiale (che presumibilmente sarà formalizzato nei prossimi giorni). La Fiat candida Monti a un ruolo di prima fila nella politica italiana. E Monti esplicita la sua predilezione (ha parlato di « sintonizzate visioni ») per le scelte di Sergio Marchionne.

« Qui dove nel 1993 è nata la prima Punta – ha detto tra l’altro il presidente del Consiglio – oggi vediamo nascere quello che definirei “Punto e a capo”, cioè una svolta, una ripartenza nei rapporti tra la Fiat e l’Italia ». Ma, ammonisce il premier, « siamo solo all’inizio delle riforme strutturali, bisognerà migliorare giorno dopo giorno ». E, aggiunge, « non si può riformare un Paese senza accelerare un’evoluzione della mentalità » se si vuole riacquistare « una speranza di crescita e di fiducia in se stessi ». « Quello che sta accadendo qui – ha proseguito Monti – non è magico, ma è emblematico della svolta possibile in Italia. È quello che vorrei per il Paese ». E ha ricordato che « 13 mesi fa l’Italia aveva la febbre alta » e, per aiutarla a guarire, c’è voluta « una medicina amara ma necessaria per estirpare la malattia ». Occorrevano « riforme strutturali ».

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L’austérité aussi a un nom et une adresse.

E gli italiani, ha riconosciuto il premier, hanno accettato i sacrifici. Hanno capito la gravità del momento. « Ma questi sacrifici – ha spiegato – potrebbero essere prontamente spazzati via facendo ripiombare il Paese in uno stato nirvanico. Sarebbe irresponsabile dissipare i tanti sacrifici che gli italiani si sono assunti, non oso pensare che ciò avvenga ». Alle parole di elogio che Marchionne ed Elkann hanno rivolto al capo del Governo e alla sua politica, Monti ha fatto seguire i suoi riconoscimenti al lavoro dell’industria automobilistica : « quello che è accaduto a Melfi è emblematico della svolta possibile in Italia, percorso che immagino e vorrei per il nostro Paese ». E ha aggiunto : « Ho ben impresso nella mia mente le parole di Marchionne che ha definito questo come il primo investimento di una lunga serie ». Pertanto, « mi auguro che partano presto gli investimenti anche per gli altri stabilimenti del Gruppo Fiat in Italia ». D’altronde, « dopo il tempo della semina arriva anche il tempo del raccolto. L’Italia sta ricostruendo in sé gli anticorpi giusti e quindi diventa più sana e diventerà più forte. È essenziale il linguaggio della verità che a volte può apparire aspro, ma è necessario per aprire gli occhi ».

La sintonia fra Monti e la dirigenza della Fiat è emersa anche in uno dei passaggi più diretti nei quali è stata esplicitata la comune visione dello sviluppo dei processi sul piano imprenditoriale come su quello politico. Monti ha auspicato la collaborazione di tutta la comunità delle forze produttive presenti in Italia. Il filo che deve legare tutti i soggetti (rappresentanti dell’impresa, del lavoro, della società) dev’essere « quello di voler fare le riforme ». « Fare le riforme, accettare le riforme. Per cogliere nuove opportunità anche per i lavoratori – ha sottolineato il presidente del Consiglio – senza però rimanere legati a una catena che inchioda al passato. Arroccati a un passato che non tornerà, aggrappati a forme di tutela degli interessi dei lavoratori che, nel tempo, hanno effetti opposti ». Messaggio per un Paese che « è forte di cuore » lanciato forse pensando ai lavoratori della Fiom che continuano a pensarla, specie sul fronte dei diritti in fabbrica, diversamente dalla Fiat e da quanto ha detto lo stesso Monti. Lavoratori che ieri sono stati tenuti fuori dai cancelli. Esclusi dalla grande giornata della Sata di San Nicola di Melfi.

Presse esclavagiste (Mimmo Sammartino, lagazzettadelmezzogiorno, 21 décembre 2012)

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