[Italie] Révolte de demandeurs d’asile à Bari et en Calabre

Accrochages en Italie entre police et demandeurs d’asile

Des demandeurs d’asile ont bloqué pendant plusieurs heures, lundi 1er août, une route et une voie ferrée près d’un centre d’accueil de migrants à Bari, dans le sud de l’Italie, pour exiger le statut de réfugié, provoquant des affrontements avec les forces de l’ordre.

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Le face-à-face a fait trente-cinq blessés, parmi lesquels figurent notamment des policiers et quelques passants ayant reçu des pierres jetées par les manifestants, qui s’en sont aussi pris avec leurs projectiles à un autobus qui passait à proximité.

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Les manifestants, au nombre de plusieurs centaines et pour certains armés de barres de fer, ont bloqué la voie ferrée avec de grosses pierres et allumé des feux le long de la voie. Une trentaine d’entre eux ont été arrêtés. Les demandeurs d’asile entendaient protester contre les lenteurs administratives retardant le traitement de leurs dossiers de demande du statut de réfugié.

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« SANCTIONS »

La manifestation s’est achevée en début d’après-midi avec l’engagement écrit pris par le préfet adjoint de Bari (Pouilles) de répondre aux demandes formulées d’ici à mercredi, après une réunion qui aura lieu à Bari sous l’égide du secrétaire d’État à l’Intérieur, Alfredo Mantovano. Celui-ci a par ailleurs demandé « des sanctions contre ceux qui seront reconnus responsables de ces actions ».

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Dans la soirée, d’autres accrochages ont eu lieu près d’un centre d’accueil situé à Isola Capo Rizzuto, en Calabre. Une trentaine de demandeurs d’asile qui manifestaient devant le centre ont été dispersés par les forces de l’ordre.

Plusieurs manifestations ont marqué ces dernières semaines les centres d’accueil pour migrants, remplis notamment de travailleurs africains ayant fui le conflit en Libye.

Leur presse (Le Monde.fr), 1er août 2011.

 

Protesta nei centri di accoglienza
Scontri a Bari e Isola Capo Rizzuto

Gli immigrati protestano contro i ritardi nel riconoscimento dello status di rifugiati. In Puglia, circolazione ferroviaria sospesa, traffico interrotto sulla statale 16, lanci di pietre e cariche della polizia: decine gli stranieri fermati. In Calabria bloccata la statale 106 e scontri: ferito un agente, non è grave.

Violenta protesta degli immigrati ospiti del Cara di Bari per i ritardi nel riconoscimento dello status di rifugiati. Si sono riversati sulla tangenziale di Bari e sulla linea ferroviaria, paralizzando di fatto la città. Lanci di pietre e polizia in assetto antisommossa, con un pullman dell’Amtab assaltato dai manifestanti armati di spranghe. Passeggeri colpiti e due donne ‘ostaggiò dei manifestanti. Trentacinque i feriti tra le forze dell’ordine, colpiti dai massi lanciati. Quindici gli immigrati contusi, decine — trenta secondo i primi bilanci — quelli fermati e portati in questura dai poliziotti sotto una pioggia di saggi.

In serata, la protesta ha contagiato anche il Centro di accoglienza di Isola Capo Rizzuto (Crotone). Una trentina di ospiti del centro si sono spinti fino alla strada statale 106 jonica, bloccandola. All’interno del centro è stato anche incendiato un automezzo della polizia, mentre fuori sono stati danneggiati un furgone della società dell’aeroporto e altri automezzi delle forze dell’ordine. Sono intervenuti carabinieri e polizia e, a quanto si apprende, si sono verificati degli scontri. Le forze dell’ordine hanno effettuato alcune cariche riuscendo a disperdere i protagonisti della protesta. Due immigrati sono stati arrestati, un agente di polizia è rimasto ferito in modo non grave ed è stato accompagnato in ospedale. Secondo quanto ha riferito un inquirente, dopo le cariche gli immigrati si sono allontanati, ma nella zona la tensione resta alta.

Per il questore di Crotone, Giuseppe Gammino, sentito dall’Ansa, “si è trattato soltanto di un’emulazione della protesta fatta a Bari”, da parte, in particolare, di alcuni immigrati di nazionalità somala, in attesa del riconoscimento dello status di rifugiati politici che avevano avuto contatti telefonici, attraverso i loro cellulari, con gli immigrati che si trovano a Bari.

Ore drammatiche a Bari, tra sassaiole e lanci di gas lacrimogeni, assalti e scorribande degli immigrati in tutta l’area, distrutto un distributore di benzina e violate le case dei cittadini nella zona di Palese. Dalle 6.30 del mattino, solo dopo otto ore i manifestanti hanno allentato la presa sulle vie di accesso alla città, dopo la mediazione con i rappresentanti del Comune e delle forze dell’ordine cui hanno lanciato comunque l’ultimatum: “Permessi per motivi umanitari entro mercoledì, altrimenti sarà di nuovo violenza”.

“Vogliamo i documenti, sono nel Cara da sette mesi e di non so ancora nulla della mia richiesta di asilo.” “Se abbiamo i documenti lasciamo la barricata.” Queste le rivendicazioni che hanno portato Mohamed e gli altri in strada e sui binari, dove ci vorrà tutta la giornare per smaltire i ritardi accumulati (fino a quattro ore) e le cancellazioni sulla linea ferroviaria. Le forze dell’ordine hanno cercato per tutta la mattina di far indietreggiare i rivoltosi per riportarli nelle vicinanze del centro di accoglienza, dove sono intervenuti anche i vigili del fuoco per spegnere le fiamme appiccate a un tendone. Fiamme anche in tangenziale: bruciati copertoni e bidoni e bruciate le sterpaglie in tutta la zona. Gli abitanti della zona hanno chiesto aiuto e chiamato i pompieri per l’intenso fumo. Polizia, guardia di finanza e carabinieri hanno lottato per far rientrare la situazione, che è sempre sul punto degenerare. Gli operatori del 118 hanno inviato sul luogo della protesta decine di ambulanze, sono stati soccorsi gli agenti delle forze dell’ordine sanguinanti, immigrati e automobilisti di passaggio, colti da malore e rimasti feriti. Le pietre lanciate dagli ospiti del Cara hanno danneggiato decine e decine di automobili.

Il traffico è rimasto bloccato verso Nord sulla statale 16 dalle 6.30 mentre la circolazione ferroviaria è stata sospesa dalle 6.10 di questa mattina sulla linea Bari-Foggia, tra le fermate di Bari Zona Industriale e Bari Palese. A metà mattina, erano già stati cancellati 10 treni regionali: ritardi per 6 treni a lunga percorrenza e servizio di bus sostitutivo.

La tensione è stata altissima. La situazione sulla statale è precipitata dopo due ore, quando il traffico si è intensificato. Gli agenti della questura hanno caricato gli immigrati riuscendo a liberare la corsia nord, facendo passare 200 auto. Tutte le pattuglie della polizia municipale sono nei percorsi alternativi individuati per consentire l’arrivo e l’uscita dalla città. In particolare, per giungere a Bari, migliaia di autovetture si sono riversate nella zona dell’aeroporto, dove il traffico è andato in tilt. Difficile raggiungere lo scalo. Gli automobilisti hanno raggiunto a fatica il centro città dal quartiere San Paolo, ma i rallentamenti sono stati fortissimi.

I lanci di pietre non hanno risparmiato neanche i giornalisti e i fotografi, che con estrema difficoltà hanno cercato di raccontare il caos. Una troupe televisiva di Telenorba è stata raggiunta da una sassaiola. Il giornalista con il suo operatore erano riusciti a raggiungere alcuni manifestanti lungo la linea ferroviaria e ne stavano intervistando uno quando altri immigrati si sono avvicinati e hanno cominciato a lanciare sassi senza riuscire a colpire nessuno.

Sul posto, intorno alle 11.30 sono arrivati l’assessore regionale pugliese alle Politiche dell’immigrazione, Nicola Fratoianni, e quello all’accoglienza del Comune, Fabio Losito, che insieme al parroco “amico dei migranti” Angelo Cassano, della parrocchia di San Sabino, hanno cercato una mediazione. Anche il vice prefetto Antonella Bellomo è arrivato per convincere i manifestanti al dialogo. L’offerta di un incontro con una delegazione di immigrati per ascoltare le loro richieste è stata accettata. Con la promessa da parte delle istituzioni di fare il possibile per alleviare le condizioni di vita dei migranti e accellerare il riconoscimento dello status di rifiugiati. E da parte degli immigrati di tornare a battersi se le promesse non saranno mantenute entro mercoledì. Giorno in cui a Bari ci sarà anche il sottosegretario dell’Interno Alfredo Mantovano.

Leur presse (La Repubblica.it), 1er août 2011.

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